BLOCCATO UNO SFRATTO A PALERMO

17:55, 13/02/2008

BLOG DEI MOVIMENTI AUTORGANIZZATI PER IL DIRITTO ALL'ABITARE
 
  BLOCCATO UNO SFRATTO A PALERMO

 

 |palermo 13.2| L’ennesimo sfratto è stato bloccato dal Comitato Autorganizzato Senza Casa che ormai da diversi mesi porta avanti una campagna contro gli sfratti e organizza blocchi degli stessi.
Ieri mattina decine di famiglie di senza casa sono riuscite a bloccare uno sfratto esecutivo posticipandolo di circa due mesi. E’ chiaro comunque che questa non è una soluzione definitiva perche ‘ i palazzinari e i proprietari di casa che vorranno ristrutturare gli appartamenti per poi affittarli a prezzi altissimi, saranno determinati ad entrare presto in possesso degli alloggi con quintali di Polizia al seguito; proprio per questo il Comitato Autorganizzato dei senza casa lavora costantemente ad un monitoraggio di tutti gli alloggi sfitti in città da poter occupare dando una soluzione al problema casa e saltando la mediazione con quelle istituzioni che sono le principali responsabili di questa situazione e di tante altre emergenze sociali a Palermo e nel resto del Meridione.

>>scarica/ascolta  l’audio con Michele del Comitato Autorganizzato Senza Casa

di seguito il documento del Comitato sull’emergenza abitativa a Palermo

Note sull’ Emergenza Casa a Palermo
L’emergenza casa è ormai endemica nella città di Palermo come in tutta Italia.
Sono più di 60 mila le famiglie che attendono di avere una casa popolare in tutta la Sicilia e oltre la metà sono concentrate nelle 3 grandi città, Palermo,Messina e Catania.
Nonostante l’emergenza abitativa cresca di anno in anno, pochi sono gli interventi delle istituzioni in questo ambito: risale al ’98 l’ultimo grande piano di edilizia residenziale messo in piedi dalla Regione salvo stanziare 10 milioni di euro lo scorso anno per realizzare alloggi dove non servono, cioè nei piccoli comuni dell’entroterra siciliano (1700 sono gli alloggi sfitti nella provincia di Trapani, 436 nella provincia di Catania e così via)
Da una ricerca sul fabbisogno abitativo, condotta dall'Università di Palermo, risulta che da qui al 2011 occorrerebbero 18.000 alloggi, cioè bisognerebbe disporre di 3.000 alloggi l’anno.Lagiunta comunale non ha nessun programma per fare fronte a questo fabbisogno.
”Gli abusivi” come vengono classificati dalle istituzioni, cioè gli occupanti di case popolari assegnate ad altri, sono 3.500.
Dal 2005 al 2008 dovrebbero essere pronti 680 alloggi con interventi di edilizia sovvenzionata.
Nel centro storico, in gran parte ancora con le rovine della guerra, si concentra un patrimonio edilizio di 10.000 alloggi, molti dei quali degradati, fatiscenti e disabitati. Il Comune in tre anni ha realizzato solo 69 alloggi ERP (Edilizia residenziale pubblica).
A Palermo la risposta dell’amministrazione comunale nonostante esistano , liste d’attesa infinite per l’assegnazione di una casa, 10 mila famiglie in graduatoria più altre 2 mila che nemmeno fanno domanda, è la vendita del patrimonio
pubblico a privati e l’espulsione dei proletari dal centro storico. L’assetto della città cambia in base alle regole del mercato edilizio e, nonostante gli innumerevoli tentativi di contrattazione e di dialogo che, nel tempo, abbiamo cercato di instaurare con l’amministrazione comunale, questa si è sempre dimostrata sorda di fronte alla rivendicazione di un diritto fondamentale. In questo contesto infatti 7 anni fa è nata a Palermo la prima esperienza di lotta per il diritto alla casa. L’occupazione, andata avanti per un mese, della cattedrale di Palermo e di altri luoghi simbolo della speculazione edilizia e della malsana gestione dell’emergenza casa, manifestazioni cittadine, presidi e blocchi stradali,tavoli di trattative e liste di emergenza sono stati il mezzo per fare pressione sull’amministrazione comunale perché trovasse una soluzione all’emergenza. Anche l’utilizzo dei beni confiscati alla mafia come soluzione provvisoria nell’attesa di assegnazioni definitive è stata una conquista dei movimenti di lotta che, negli anni , hanno ottenuto dei risultati concreti.
Con il passare del tempo, però, le pratiche della contrattazione e della richiesta si sono rivelate fallimentari. La controparte, l’amministrazione comunale, si è rivelata sempre più trincerata dietro la sua posizione di potere, negando ogni possibilità di dialogo , ostentando i rapporti di forza con minacce di repressione. L’amministrazione comunale dimostra la sua non volontà di affrontare in modo concreto l’emergenza abitativa in svariati modi: quando fa promesse per reprimere la lotta; quando concede le briciole svilendo la dignità di chi rivendica un diritto e facendo leva sui bisogni; quando, soprattutto, nega l’esistenza di beni di proprietà del comune da adibire ad abitazione.
In questo contesto nessuna contrattazione è possibile . Le case ci sono e ce le prendiamo.
Da ciò nasce l’esigenza di abbandonare alcune pratiche per intraprenderne altre che siano più radicali e concrete. Riappropriarsi degli spazi e garantire a se e ai propri figli il diritto alla casa significa ribaltare i rapporti di forza e sfuggire al ricatto di chi crede di poter speculare sui bisogni dei proletari. La lotta per la casa è uno dei terreni di intervento e pratica politica che a Palermo ha contribuito in questi anni maggiormente a tenere vivo il livello del conflitto sociale. Innanzi tutto bisogna ribadire che la lotta per la casa deve necessariamente inserirsi, almeno in prospettiva, in un percorso più ampio mirato alla riappropriazione del reddito al di fuori e oltre il lavoro essendo l’emergenza abitativa un elemento cardine della contraddizione capitale-lavoro. Il bisogno casa dunque non può in alcun modo essere scisso da altri percorsi che corrono su binari vicini. Anzi se la lotta per la casa ha un valore aggiunto è proprio perché rappresenta un percorso potenzialmente unificante per proletari/e che vivono situazioni differenti. In questa fase, il problema casa va ad investire fasce di persone altrimenti non abituate a percepirsi come sfruttati/e, e quindi tradizionalmente poco interessate a forme conflittuali di lotta.
In una città in cui il mercato immobiliare è completamente in mano agli speculatori, fasce sempre più ampie della popolazione sono escluse dalla possibilità di acquistare o affittare un appartamento in città. Sempre più persone sono allontanate dal tessuto urbano verso le nuove periferie situate nell'hinterland provinciale. Chi , in qualche modo, si rifiuta di abbandonare la città, sempre più frequentemente opera scelte come la coabitazione o si sobbarca il peso di un affitto o di un mutuo
pari o quasi al proprio reddito mensile.
Una lotta basata sulla riappropriazione pura e semplice, appare ben più realistica di alcune piattaforme rivendicative volte al riconoscimento istituzionale del "diritto alla casa" e alla mediazione con le istituzioni.
Su un livello più generale, riteniamo limitante un piano di intervento meramente rivendicativo in quanto rischia di presupporre di fatto le istituzioni come tramite per il soddisfacimento dei bisogni di classe. E’ ancora centrale che i percorsi di lotta debbano essere autonomi e contrapposti alle istituzioni che esistono in quanto enti gestori degli interessi di padroni e speculatori.
Ad un anno e mezzo circa di distanza dalle ultime elezioni politiche, il governo Prodi non ha mostrato nessun segno di discontinuità con i precedenti governi sul tema delle politiche abitative.
Poco o niente è stato fatto per affrontare una situazione che diviene di giorno in giorno sempre più disastrosa ed esplosiva; una vera e propria emergenza sociale senza freni e paracadute.
Sempre più persone non ce la fanno più a pagare affitti impossibili, diventano insolventi di fronte a mutui a 25 o 30 anni che rappresentano delle vere e proprie ipoteche sulla vita; sempre più persone sono costrette a subire la violenza di uno sfratto (oltre il danno la beffa), a vivere in situazioni di coabitazione forzata o nelle nuove baraccopoli del 2000; sempre più persone non ce la fanno più ad arrivare alla fine del mese strette nella morsa del caro vita e della precarietà.



COMITATO AUTORGANIZZATO SENZA CASA
PALERMO
Sportello ogni Mercoledi’ dalle 11 alle 13
Presso il CSOA ExKarcere in via mongitore 77.


http://isole.ecn.org/excarcere
Sito Internet: http://abitare.noblogs.org


SGOMBERO FALLITO A FIRENZE

16:37, 15/06/2007

Questa mattina, è stato tentato un ennesimo "sgombero" di case popolari in Via Rocca Tedalda. Da alcune settimane il delirio "securitario" modello Cofferati deve dare "segnali di forza" nei confronti dei cosìdetti occupanti abusivi.
Dopo Vincenzo e la sua compagna, stamani Sara e Lorenzo insieme alla loro bambina sono stati svegliati da una cinquantina di poliziotti, DIGOS e una ventina di vigili urbani. Ma subito una cinquantina di abitanti del quartiere, sopratutto donne, si sono mobilitate per impedire lo sgombero, insieme a qualche militante del movimento di lotta per la casa e del Comitato di Via Rocca Tedalda. La giovane famiglia aveva occupato da 13 mesi
Una delegazione è andata dall'assessore alla casa Paolo Coggiola e lo sgombero è stato ovviamente rinviato.
La mobilitazione continua, Domani ore 10 Piazza ss. annunziata per andare tutti insieme in Prefettura e imporre il blocco degli sgomberi e degli sfratti.
Per chiarezza: In alcuni quartieri di case popolari, rocca Tedalda-Ponte di Mezzo-Via Canova, sono state occupate in modo spontaneo negli scorsi anni una quindicina di alloggi lasciati vuoti. Un nostro censimento parla di almeno 120 alloggi in edilizia residenziale pubblica sfitti da anni. Una goccia nel deserto, ma comunque una riserva possibile per sfrattati e senza casa. Il Comune afferma, come ogni anno, di non avere finanziamenti per ristrutturare gli alloggi in questione.
Questa quindicina di nuclei sono perlopìù giovani coppie inserite nel territorio, oltre anche a qualche anziano, e stiamo costruendo delle reti di solidairetà anche nelle case popolari a tutela delle occupazioni.


CONTESTAZIONE AL CONVEGNO DI FIRENZE TRA PASSATO E FUTURO...

16:00, 12/06/2007

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 Firenze 11-6-2007
    
Nonostante una spropositata presenza di forze dell'ordine, oggi un centinaio di donne, uomini e bambini del movimento di lotta per la casa ha VIVACEMENTE CONTESTATO il convegno Firenze "tra passato, presente e futuro.
L'elenco di coloro che hanno partecipato a questo convegno la dice lunga sugli intenti dei "propositori"...
Tutti i sindaci della provincia, i rappresentanti dei "costruttori", dalla Lega delle Cooperative sino a Baldassini e Tognozzi, alcuni rappresentanti delle categorie commerciali...
Insomma un "COMITATO DI AFFARI"...
Le forze dell'ordine hanno dapprima provato a impedire l'ingresso ai militanti del movimento. Quindi è stata costruita una barriera umana dove coloro che dovevano partecipare al convegno stesso sono stati riempiti di insulti e anche di "monetine"...
Il convegno ha avuto un forte ritardo per ...ovvi motivi
Alcuni rappresentanti "istituzionali" hanno reagito in forme isteriche alle contestazioni, come l'assessore alla casa della Regione Toscana Gianni Conti. Gli striscioni portati dal movimento hanno espresso la rabbia nei confronti di coloro che gestiscono e governano il territorio. Volumi e metri quadri e distribuzione di poteri. Striscioni con scritto "a che ora arriva Ricucci"... oppure "vi siete scordati di invitare "COPPOLA". Intanto anche stamani una famiglia è stata sgomberata in Via Canova.
SABATO ALLE ORE 10 NUOVA MOBILITAZIONE DEL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA A DIFESA DELL'OCCUPAZIONE DEL "LUZZI" SOTTO SGOMBERO.
IL MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA DI FIRENZE E L'UNIONE INQUILINI DI FIRENZE


A Milano contro il mutuo sociale: case per tutti....

20:39, 02/06/2007

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CASE PER TUTTI, MERDA AI FASCISTI!

Sabato 26 maggio l’hotel des étrangers in via sirte ospiterà alcuni dei più noti neofascisti italiani. L'’occasione è un incontro sul “mutuo sociale”, campagna populista con cui i fasci cercano di affrontare la problematica del caro affitti. Da ormai qualche anno assistiamo al tentativo da parte delle destre radicali e xenofobe di usare problematiche sociali per veicolare campagne d’'odio e sdoganarsi di fronte l’'opinione pubblica. Le loro campagne di denuncia, semplificando realtà sociali complesse, costruiscono dei “nemici sociali” a cui attribuire tutte le colpe dei mali della contemporaneità, la costruzione del nemico serve proprio a cementare comunità politiche in dei “NOI” contro voi.

 (Continua)


Livorno: QUARTIERE LA VENEZIA SOTTO ATTACCO!!

12:48, 02/06/2007

QUARTIERE LA VENEZIA SOTTO ATTACCO!!

Il giorno Mercoledì 23 Maggio, il progetto di variante al piano urbanistico, denominato “Piazza del Luogo Pio-Refugio” è passata durante la commissione casa del Comune di Livorno.
Nonostante una petizione firmata da centinaia di cittadini, nonostante tutti i dubbi sulla effettiva utilità del progetto, quando si tratta di speculazioni edilizie l’amministrazione comunale non ha dubbi sul da farsi.
contestazione al consiglio comunale di Livorno La solita cooperativa legata a doppio filo coi DS metterà le mani su un'altra fetta del quartiere. Dopo il palazzo del Paradisino, ecco il progetto di costruire enormi palazzi privati in Piazza del Luogo Pio, e dopo toccherà al Palazzo del Refugio (donato al Comune da una fondazione, con vincolo di uso sociale), pronto per essere svenduto ai soliti noti i cui profitti saranno enormi.
Alla gente del quartiere La Venezia e ai cittadini livornesi cosa rimane?
Assolutamente niente. Cemento su cemento ed un altro immobile pubblico divenuto privato, perdendone la possibilità di utilizzarlo per il diritto all’abitare di centinaia di precari e precarie. Oggi Mercoledì 30 Maggio, il consiglio Comunale voterà questa modifica al piano regolatore. Ma questo non basterà  certo a farci desistere dalla necessità di salvare il patrimonio pubblico dalla speculazione privata.
BASTA SPECLAZIONI - DIRITTO ALL’ABITARE X TUTTI/E
Collettivo Prec-Aut Livorno